vanno a incrociare questioni che da tempo si stratificano (“in” me?).
I corsi di Marxismo di Padre Greco alla Facoltà di Teologia in via Petrarca.
il cineforum di padre Casolaro (Polara?) alla Congregazione Mariana.
Cosa farsene di tutta la fantasmagoria sensoriale e sensuale che l’epoca e l’età ci impongono.
I cancelli sembrano rappresentare tutto ciò che è stato trattenuto da ”In memoria di me” di Saverio Costanzo.
Materia di ricordo che immaginavo potesse essere processata solo nel setting analitico.
Non immaginavo coraggio – e infatti non immagino ancora sviluppi, contorsioni, liberazioni – per farne lettera-tura.
Resisto alla tentazione di dare Santa Mira, Saro e ngegè ai loro destinatari “reali”, rileggo per un sacco di motivi emotivi e per scovare e meglio definire la prospettiva in cui si muoverà l’azione.
Ancora un’associazione: Freud nel 1894 usa per la prima volta il termine “libido” in relazione all’astinenza dovuta al decrescere delle forze fisiche e al venir meno della potenza sessuale negli uomini, subito dopo la userà per la condizione femminile in menopausa.
Il romanzo ci riporta una civiltà dove gli anziani (lo spettatore) non fanno esperienza di ciò a cui la giovinezza li ha spinti e dove non si considera occasione il venir meno della bellezza e delle forze.
mi accorgo però che preferisco la suspense, peraltro condizione letterale di padre saverio, alla speculazione
3 capitoli rutilanti
un po’ per suggestione
un po’ per nessi geografico-biografici,
vanno a incrociare questioni che da tempo si stratificano (“in” me?).
I corsi di Marxismo di Padre Greco alla Facoltà di Teologia in via Petrarca.
il cineforum di padre Casolaro (Polara?) alla Congregazione Mariana.
Cosa farsene di tutta la fantasmagoria sensoriale e sensuale che l’epoca e l’età ci impongono.
I cancelli sembrano rappresentare tutto ciò che è stato trattenuto da ”In memoria di me” di Saverio Costanzo.
Materia di ricordo che immaginavo potesse essere processata solo nel setting analitico.
Non immaginavo coraggio – e infatti non immagino ancora sviluppi, contorsioni, liberazioni – per farne lettera-tura.
Resisto alla tentazione di dare Santa Mira, Saro e ngegè ai loro destinatari “reali”, rileggo per un sacco di motivi emotivi e per scovare e meglio definire la prospettiva in cui si muoverà l’azione.
Ancora un’associazione: Freud nel 1894 usa per la prima volta il termine “libido” in relazione all’astinenza dovuta al decrescere delle forze fisiche e al venir meno della potenza sessuale negli uomini, subito dopo la userà per la condizione femminile in menopausa.
Il romanzo ci riporta una civiltà dove gli anziani (lo spettatore) non fanno esperienza di ciò a cui la giovinezza li ha spinti e dove non si considera occasione il venir meno della bellezza e delle forze.
mi accorgo però che preferisco la suspense, peraltro condizione letterale di padre saverio, alla speculazione
ciao
augusto
Pubblicato in commento, recensore