Grazie insomma anche a nome di DonatienAlphonse… riscrivendolo, rifacendolo ci riavvicini a lui, a quella spinetta settecentesca (Adorno)i cui tasti sono collegati ad uno ad uno a ogni nostro nervo scoperto. Sade attraverso Beckett, attraverso Dante, attraverso le posture del corpo di cui ci parla sì bene la premiata ditta Deleuze-Guattari… ognuno sta, crocifisso, in una postura diversa, inchiodato al suo peculiare peccato, principium individuationis, piccolo-sporco segreto, al suo cerchio, girone, malabolgia o cielo gnostico poco importa… in fondo si tratta sempre della stessa cosa, sbarre dei cancelli d’acciaio. Se un sovrappiù di inferno si genera, è allora a mio parere entro il loop vedere-esserevisti: quello del resto che incanta ogni adolescente che filma col telefonino l’angheria, l’atto teppistico, la bravata (non sono una novità: offrivano già materiali al dramma elisabettiano, e adolescenti teppisti ed esagitati si trovano dal Tito andronico al Romeo e Giulietta) per poi vedersi, rivedersi, rivedersi essere visti eccetera.
Per noi – dico per noi sottoscrittori – c’è in più la saporosa tortura di una lingua che con impietosa lentezza persegue, de-scrive questi gruppi umani e queste figure in contorcimento…non sorvola sulla meccanica delle smorfie di nostra specie, ma ce le riconsegna così come si presentano allo sguardo infilzate sulla punta di una forchetta. Ammiro la tua fiducia, Gabriele, nella tua personale allucinazione, ma un poco di questo entusiasmo riverbera anche su di noi, gli altri della compagnia, che in fondo accettiamo di stare per un po’ esattamente là dove si trova in questo momento ancora padre Saverio…
Sì perché insomma, altro che romanzo ecumenico: la tenuta stagna di questa prosa è la medesima della lamina poetica, altro che storie…una scrittura densa, profondamente lavorata ed embricata a tessere strettissime: nella quale il cliché sfigurato, magari, lo straccetto di italiano colloquiale e l’arcaismo curialesco se ne stanno lì gomito a a gomito, senza neanche il coraggio di far sprizzare scintille tra Nietzsche e camice, perché la frase successiva incalza… il domatore da circo costringe ogni cosa a correre.
Comprensibile, quindi, che il sottoscrittore intimidito non sappia dove insinuarsi. Si ha quasi l’impressione che tu ti appelli ad un lettore heroico, magari educato nelle stesse palestre gesuitiche che hanno frequentato i tuoi personaggi…
Questo nonostante il comico, la parodia, le promesse di una fiction religiosa certo di altissimo livello… quest’ultimo peraltro è l’aspetto (con la faccenda correlata del testo misterioso)che mi ha meno convinto, fino ad ora, ma forse è un mio limite: non ho ancora fatto bene i conti infatti con una questione che per te è capitale, quella dello gnosticismo e la sua importanza per una re-interpretazione del cristianesimo e quindi di tutta… la nostra civiltà? Bruscolini, pinzillacchere, come si vede. Ma ora comunque non si può ancora dire, il frammento grida per essere levato dal suo platonico isolamento, il continuum -rizomatico – implora di essere reintegrato. A parte gli scherzi, apprezzo molto questa tua volontà strenua di uscire dal frammentismo – nel quale per esempio Ottonieri, pur con risultati splendidi, mi sembra ancora immerso – di far dilagare in strutture la pseudomappa distopica. Chiudo adesso però questa mia colata parolibera, con la promessa di riaprire ancora il rubinetto. Tu l’as voulu, del resto.
Grazie, come sempre
Fabrizio
complimenti per l’interessantissimo intervento! come sospettavo, saremo anche pochi (sempre più dei lettori che si aspettava Manzoni, comunque) ma decisamente buoni!
Siamo tutti qui . . . e tutti insieme vogliam vedere il Saverio show!
ciao
Lucia
p.s. io intanto continuo a seminare in giro la notizia di questa “setta”
Da: lucia su 7 Ottobre, 2008
alle 8:04 am